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Linee di Ordinaria Follia

con Emiliano Ponzi

 

Da sempre noto per la ruvidezza delle sue illustrazioni e le composizioni metaforiche sulla “follia ordinaria” delle nostre esistenze, Emiliano Ponzi è giustamente diventato uno dei migliori illustratori della sua generazione. Non è un caso che l’editore Feltrinelli abbia affidato le ultime copertine dei romanzi di Bukowski al suo “uso giudizioso della linea”.

Come è stato il tuo incontro con un vecchio sporcaccione come Bukowski?

Bukowski l’ho conosciuto durante l’adolescenza. Incontrarlo in quegli anni impatta molto, rappresenta tutti gli eccessi in cui vorremmo perderci, ma non abbiamo il coraggio di agire: il perverso è l’estremo che ci affascina, le bevute senza fine, la promiscuità sessuale. Lui pare essersi liberato di qualsiasi filtro tra pulsione e azione.

Con l’editore abbiamo deciso che Bukowski sarebbe stato l’attore principale, e le copertine il suo palcoscenico. La sua figura, riconoscibile, è infatti variabile ricorrente di tutte le illustrazioni. Questo anche grazie al suo essere frontman dei suoi racconti, che assottiglia la linea tra vita vera e vita narrata/immaginata.
L’ostacolo da aggirare, soprattutto all’inizio, è stata trovare la chiave tra ironia,sensualità e anti-socialità, senza perdersi nel cliché o nella pornografia.

Ero il tipo che vive di solitudine,
senza solitudine ero come un altro uomo senza cibo o senz’acqua
Ogni giorno passato senza solitudine mi indeboliva

A proposito di ispirazione, hai trovato un giusto compromesso tra solitudine e vita sociale?

È sempre come stare sulla soglia, né troppo fuori e nemmeno troppo dentro. Entrambi gli opposti hanno un rischio, dispendersi o diventare autoreferenziali. Tutto ciò che troviamo al di fuori di noi ci nutre, dalle mostre al teatro, alla vita sociale. Il troppo crea indigestione. Il compromesso è sempre ascoltare la propria pancia.

Alcuni cenni sulle peripezie — se ce ne sono state — per raggiungere il tuo “uso giudizioso della linea”:

La pratica quotidiana ci rende tutti perfettibili, ma mai perfetti.

“Uomo peloso Uomo virtuoso”: vale anche per le donne?

Questa è una questione di gusto.

The New York Times, The Guardian, Feltrinelli, Rolling Stone… Ci sono limiti o tipi di pubblico a cui doversi inevitabilmente attenere quando si accetta un lavoro?

Il mio lavoro è un triangolo fatto di 3 vertici: io, il cliente e gli utenti finali. Bisogna ricordare che l’immagine non è fatta per il proprio piacere personale — o non solo — ma per un fine comunicativo.

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Ecco come il mondo finì,
non con una bomba atomica,
ma con merda merda merda

Certa merda è davvero più nociva della bomba atomica?

Abbiamo iniziato a mangiare merda lentamente, finché non abbiamo creduto che fosse cioccolato. A volte vedo talmente tanta spazzatura visiva che preferirei di gran lunga una bomba atomica, almeno non è lenta intossicazione, ma veloce frammentazione degli atomi.

Il ricordo di fanciullo che meglio descrive il tuo essere illustratore:

Forse un tavolo in cucina nella casa al mare, pomeriggio pigro e afoso, mia madre al ferro da stiro e io a disegnare Spiderman.

Thanks

Citazioni di Charles Bukowski

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