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Alice Underground

con Stefano Bessoni


 

Il sonno della ragione genera mostri

Francisco Goya

 
Quanto tempo dedichi al ragionamento nell’atto della creazione?

Lavoro in maniera molto istintiva, quindi cerco di evitare di ragionare troppo, anche se poi è inevitabile. Le idee si affollano in maniera molto caotica e libera in momenti in cui faccio altro, generalmente palestra o running. È in quelle ore che poi le idee che ritengo valide sopravvivono, si organizzano e si strutturano, per essere poi utilizzate in fase di scrittura o di illustrazione nelle ore successive della giornata.

Credi che un artista possa davvero fare a meno di una sconosciuta, incontrollabile, ombra di follia?

Non credo nell’arte e negli artisti, sono concetti e figure troppo inflazionati e mitizzati a sproposito. Credo fermamente nell’espressione e nella necessità dell’atto creativo, credo nelle immagini e nel bisogno irrinunciabile di catturarle e crearle. Credo nella follia, ma non in chi si definisce folle.

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Attraverso lo specchio: quanto è dura lasciarsi alle spalle se stessi nella costruzione di un personaggio?

Non si lascia alle spalle se stessi. Io sono sempre dentro i miei personaggi, e loro sono costantemente in me, in ogni istante della mia vita. Un personaggio non si costruisce, si descrive e si racconta. Un personaggio esiste sempre, bisogna riuscire a catturarlo.

Alice sotto terra: alcuni cenni sui motivi che hanno ispirato la tua opera:

Il Paese delle Meraviglie, per Lewis Carroll, era situato nelle viscere del sottosuolo. Il primo manoscritto, creato per la piccola Alice Liddell, si intitolava infatti Alice’s adventures under ground, così ho voluto continuare a giocare sostituendo il nome “Paese delle Meraviglie” con “Sottoterra”. La storia di Alice è un singolare marchingegno psichico che permette di mettere in moto la fantasia per re-inventare a proprio piacimento quello che si annida tra le righe, è carburante per la fantasia, ed è bello vedere come molti artisti se ne siano appropriati per lavorare su personalissime versioni o, più semplicemente, per trarne ispirazione. Anche io ho voluto trascorrere un po’ di tempo con i personaggi escogitati da Carroll, creando un piccolo taccuino di viaggio, con schizzi e appunti sugli abitanti del Paese delle Meraviglie. Un “bestiario” stilato con lo sguardo di un naturalista dall’animo vittoriano.

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Secondo Nietzsche, scrutare a lungo in un abisso prevede che anche l’abisso scruti dentro di te: hai mai paura di trasformarti in uno degli abitanti del tuo mondo?

Io sono un personaggio del mio mondo.

Uno dei ricordi di fanciullo che più ti identifica come autore oggi:

Passare giornate spensierate a catturare insetti, cercare crani e scheletri, costruire pupazzi, fantasticare su personaggi e storie. Lo facevo da bambino e continuo a farlo ogni giorno.

Thanks

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Canti della Forca
stefanobessoni.blog.tiscali.it

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