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Art of Tenia

con Gianluca Gambino

 

Le tenie sono vermi parassitari appartenenti al phylum Platelminti, classe Cestoda… Credi che ogni artista abbia il diritto di esprimersi senza troppo preoccuparsi dei giudizi di chi gli sta intorno?

L’arte è linguaggio della propria anima, in tutte le sue manifestazioni, perderebbe valore se dovesse preoccuparsi di compiacere le aspettative di chi ci circonda. L’artista crea per bisogno, percorre un viaggio intimo verso il proprio inconscio e, attraverso le sue opere, cerca di comunicare e trasmettere qualcosa al mondo esteriore. Credo che l’artista non debba mai piegarsi alle aspettative altrui, creare è espressione di sé, con tutto ciò che ne comporta.
Lo pseudonimo “Tenia” mi fu dato da un carissimo amico d’adolescenza, l’ho portato con me negli anni identificandolo col mio inconscio, da qui forse nasce una correlazione con qualcosa di assolutamente intimo e “parassitario”, quale è la convivenza fra conscio e inconscio, per essere esplicato attraverso le mie creazioni.

Tra i soggetti rappresentati in arte, da secoli, il corpo femminile è forse quello su tutti che seguita a ispirare e conquistare l’attenzione dello spettatore. Credi sia anch’esso destinato a fare il suo tempo?

L’energia di natura femminile è sempre stata viva nell’inconscio dell’essere umano. L’uomo ha sempre portato in sé l’immagine della donna, un’immagine ispiratrice, inconscia, e di origine molto antica. Una sorta di “archetipo”, sintesi di tutte le esperienze radicate intorno all’animo umano. In quanto materializzazione globale della vita resterà eterna nel tempo.

Soul Whispers + Fragments

La tua personale idea di bellezza:

Impossibile da definire. Direi, semplicemente, tutto ciò che di volta in volta mi affascina.

In che modo l’essenza meridionale, con tutti i suoi modi, le tradizioni, influisce sul tuo stile e le tue idee?

L’appartenenza culturale ovviamente non si può eludere, anche se ritengo sia solo un’illusione. Francamente, non credo che questa essenza meridionale abbia influito tantissimo sul mio stile e sulle mie idee, ma posso anche sbagliarmi e non essermene accorto.

Alcuni cenni su metodo e mezzi adoperati:

Il mio metodo creativo inizia con un’esplorazione delle mie idee, attraverso immagini che sorgono, sia da sveglio che in sogno, in maniera improvvisa, come una sensazione immediata e poco definibile. Da queste immagini si avvia un’operazione di intuizione e interpretazione, attraverso la quale tento di tradurre e riportare il tutto su carta. Dopo diverse prove, una volta ottenuto un risultato interessante, preparo una tavola su Photoshop e comincio la fase di “pittura”, sempre come un lavoro di immaginazione, poiché non mi servo di modelli reali, ma solo di registrazioni percettive della realtà.

Involucrum + Oscillations

Pian piano il digitale sostituirà qualsiasi supporto materiale?

Credo proprio di no, benché il digitale sia sempre più presente, il supporto materiale non verrà mai sostituito del tutto.

Una delle opere che ha segnato il tuo essere sensibile:

Direi che è senza ombra di dubbio Ophelia, del pittore John Everett Millais.
Un dipinto che da sempre mi seduce per il suo fortissimo fascino, un po’ macabro se vogliamo, e per il modo in cui mostra la fragilità e l’ingenuità dell’animo umano che, di fronte al proprio cuore lacerato dalle disgrazie subite, decide di abbandonarsi e di togliersi la vita.
Mi sento in parte vicino alla figura di Ophelia, mi ricorda quando ancora mi sentivo profondamente insicuro, e così incosciente da gettarmi senza filtri nel labirinto della passione, pur mantenendo una visione negativa del genere umano. Quando in nome dell’amore avrei fatto qualunque cosa.

Il ricordo di fanciullo che più parla di te:

È un ricordo che racconta una mia invalidante sensibilità, una forte fragilità, una totale impreparazione alla interazione, e molta inibizione nelle situazioni interpersonali, intese come palestra di vita, laddove devi farti le ossa. Ricordo ancora, e forse continuo a trascinarmi dietro questa sensazione di inadeguatezza, come se non esistesse un posto per me in questo mondo.

Thanks

the sound of the life of the mind

www.artstation.com

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