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Miei piccoli dolci incubi

con Nicoletta Ceccoli

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Un mondo differente
non può essere costruito
da persone indifferenti

Peter Marshall

Hai un metodo infallibile per proteggere le tue creature dai freddi meccanismi del mondo?

Il disegno è il mio piccolo rifugio colorato, il mio paese delle meraviglie dove tutto è possibile, al di là delle regole e convenzioni. Le ragazzine adolescenti dei miei disegni sono un po’ tutte Alice. Il mondo delle meraviglie è il mio rifugio dalla prosaicità e dal grigiore della vita quotidiana. Nei disegni c’è spazio per ogni sentimento ed emozione, per reinventare il mondo, ribaltarlo e rileggerlo in modo inconsueto. È lì che cerco la mia identità e i miei sogni.

Hai studiato a Urbino, luogo medievale dalle visioni suggestive: hai ricordi o atmosfere che ti porti ancora dietro del periodo?

La città e la scuola dove ho studiato, gli insegnanti, stimolanti e sensibili, hanno lasciato un’impronta profonda in me. Le classi erano nel cinquecentesco palazzo ducale che conserva capolavori come la Flagellazione di Piero della Francesca. La sua pittura così raggelata, misurata e metafisica, mi aveva molto impressionato. La stessa città di Urbino, con la sua architettura rinascimentale, è come sospesa nel tempo. I ricordi che ho di quel periodo della mia vita sono anche un po’ angosciosi, ero una adolescente complessata e silenziosa. Il disegno, il mio rifugio e voce.

Beautiful Nightmares

Se potessi sostituire il termine “pop surrealism” con un altro che ritieni più adatto, quale useresti?

Riguardo il mio lavoro, userei le parole “poetico”, “romantico”.

C’è speranza che il bimbo si salvi da un’educazione o da luoghi oscuri dell’infanzia, diventando infine qualcos’altro?

Credo che il nostro dolore possa essere rielaborato e trasformato in qualcosa di non distruttivo, può renderci persone più sensibili e in grado di empatizzare col dolore degli altri, renderci attenti a non riprodurre quei modelli di educazione che ci hanno fatto soffrire.
Il mio modo di esorcizzare incubi inconsci, di placare le mie inquietudini, è esprimermi col disegno. È questo il modo in cui supero o elaboro insicurezze e ferite. Il dolore è anche un motore che mi spinge a creare… e anche la depressione, è per me uno stato di “consapevole impotenza” che rende capaci di cogliere aspetti profondi della vita che di solito ci sfuggono.

Beautiful Nightmares 2

Come l’hai presa, una volta scoperto che la vita non è come quella raccontata nei libri?

La perdita dell’innocenza è un tema ricorrente nei miei lavori. Il passaggio all’età adulta, l’abbandono doloroso delle illusioni. Sui miei mondi, ricoperti di zucchero e apparente dolcezza, un sussurro di ansietà incombe. I miei disegni di cose dolci e amabili recano quasi sempre un lato oscuro che fa capolino appena, dietro di loro, in equilibrio tra disincanto e sogno, un gioco di contraddizioni, una filastrocca che esibisce il suo lato oscuro.

Perché è solo nell’arte che si rivelano le bellezze e le utopie del mondo?

Attraverso l’arte, l’uomo immagina se stesso, rilegge il mondo, è capace di reinventarlo, entrando in contatto con i suoi sogni e l’immaginazione. È importante continuare a considerare seri e importanti i sogni, come nell’infanzia, in cui c’era un approccio più magico a ciò che ci circondava. Si tende a dare troppa importanza a forme più razionali, per interpretare la realtà, mentre credo sia più l’immaginazione a connetterci alla vita, al mistero, alla parte più vera di noi.

Nicoletta Stage

Credi sia anche un bene non credere troppo alle “favole”?

Per me le favole sono importanti, usano lo stesso linguaggio magico dei bambini, li aiutano a confrontarsi con le proprie insicurezze e paure. Sono una specie di gioco che illumina il mondo reale, vuol dire entrare in un mondo parallelo e fantastico in cui vengono messi in luce i luoghi più oscuri e impenetrabili. La fiaba arriva laddove non può arrivare il pensiero e la razionalità, fino a “capire con le emozioni”.
Quello che non mi piace sono i modelli di felicità forzata. Sono affascinata da tutto ciò che è inconsueto, bizzarro, dalla bellezza “mostruosa” dei freaks. Per questo, nei miei lavori, la bellezza è sempre anche un po’ mostruosa, e le mie belle sono anche un po’ bestie. Ciò che è emarginato, sgradevole, e che si pone fuori da quei canoni di bellezza e felicità imposti a tutti, come compiti impossibili, rivela la bellezza dei freaks.

Che differenza passa tra l’ingenuo e il sognatore?

La vita senza la magia è solo un grande spavento. L’incanto, l’illusione, la fiducia negli uomini e nelle cose, avvicina alla felicità, che è lo stato delle persone ingenue, semplici come i bambini.

Nicoletta Cake

I tuoi più “bei incubi”:

Tutti i miei disegni sono miei piccoli incubi. Le mie bambine, attraverso le gonne, estensioni del corpo che emanano magia e potere, ingabbiano uccelli, divorano principi.
Descrivo i piaceri, ma c’è un senso di colpevolezza che aleggia su questi mondi di cose dolci e amabili, c’è un lato inquietante che si mostra. Al di là di una prima apparenza di dolcezza e luce, i dolci per me sono anche una metafora per desideri non sempre pienamente appagati.

Il ricordo di bambina a cui resti più legata:

Io che dipingo su un pezzetto di compensato, e mio babbo che mi consola perché mi è colato il colore. Avevo quattro anni, e quel quadretto è ancora appeso nella sua bottega di falegname.

Thanks

He Brought Her Red Berries

www.nicolettaceccoli.com

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