News

Storie dal mercatino delle pulci

con Cecile Perra

Cover1

 

L’arte ha il potere di donare infinite possibilità e strati dimensionali: qual è lo spazio del tuo lavoro?

Passo un sacco di tempo dagli antiquari e ai mercatini delle pulci, alla ricerca di materie prime, vecchi tessuti, antichi ritratti di famiglia, è qui che comincia il lavoro. Molto spesso sono un pezzo di stoffa o un ritratto a ispirarmi nel dar vita a un personaggio, nell’inventare un’identità.

Quando resti sola…

Da quando sono piccola, ho un bisogno quotidiano di creare, di entrare nella mia bolla e inventarmi delle storie, una giornata senza aver creato qualcosa è per me una giornata senza senso. Amo stare tutto il giorno nel mio atelier, ci sto bene, sono io.

Sembra che qualcuno stia cercando di rifiutare il bambino che è in sé, per quale ragione?

Il mio lavoro è spesso carico di nostalgia, rimanda all’infanzia. Sicuramente perché rimpiango di non averne avuta una così candida, come quella a cui hanno diritto tutti i bambini. Penso che la mia infanzia abbia mancato di leggerezza e ingenuità, ma questa è la mia storia.

Pensi che guardare troppo al passato, nasconda qualcosa di inquietante?

Penso che guardare al passato non sia affatto inquietante, ma interessante e istruttivo. Molto evocativo.

Il tuo pensiero sul termine “Vintage”:

“Vintage” è un termine che in realtà non mi interessa, è utilizzato dappertutto, tutto il tempo, e non importa come, perché è un termine che va di moda.

26

La prima volta che ti sei detta: “Forse sono pazza. O forse sono un’artista!”:

Non ricordo la prima volta in cui ho pensato di essere pazza, ma ricordo che quando avevo circa sette o otto anni ho pensato di essere diversa dai bambini che avevo intorno, mi piaceva parecchio starmene da sola nella mia stanza a creare e, talvolta, preferivo questo piuttosto che giocare con gli altri. Ricordo che mia madre mi ripeteva di uscire, di andare fuori a giocare, ma amavo troppo quei momenti creativi. Ho anche constatato molto presto che i miei disegni, pitture o sculture, erano molto diverse da quelli che potevano fare gli altri bambini — per esempio, al corso di scultura di argilla ci hanno chiesto di fare una casetta, ma io ho fatto qualcosa di speciale, di molto più difficile, in seguito mi hanno messa nel corso per adulti.

Un buon artista è una persona solitaria, oppure è sempre circondato da persone?

Io non mi sento artista, ma ho l’impressione di giocare a creare allo stesso modo di quando ero piccola. Non è cambiato nulla, sono sempre nella stessa bolla, son passati giusto trent’anni, e soprattutto possiamo vedere delle forme d’arte dappertutto, e su ogni superficie. Cos’è che fa di noi un artista, esattamente? Non lo so.
Non so che cosa sia un buon artista, quello che so è che ho molto bisogno d’isolarmi, per creare, e ho anche molto bisogno di vedere gente.

Hai un metodo speciale per proteggere la tua sensibilità dai freddi meccanismi del nostro mondo?

Non ho un “metodo” per proteggere la mia sensibilità, essa mi costituisce, e funziona con il mondo che ci circonda. Per contro, non vedo mai mostre, riviste d’arte… Non ho alcuna cultura artistica.

Un sognatore è qualcuno con una buona memoria o semplicemente un visionario testardo?

Io sono una sognatrice testarda che non ha memoria.

Thanks

Questo slideshow richiede JavaScript.

www.artperra.fr

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: