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A look around (the world)

Tina Signesdottir

 

Seduta nella sala partenze dell’aeroporto di Amsterdam, con una tazza di caffè, a osservare tutte le altre persone, ognuna con la propria agenda. Entro nove ore circa, il mio aereo atterrerà ad Abu Dhabi. Sono stata premiata in uno dei più grandi concorsi fotografici al mondo, e invitata a viaggiare e soggiornare in attesa della cerimonia di premiazione, insieme agli altri vincitori. Allo stesso tempo, una delle mie foto “The Green Room and I” è stata finalista al Sony Award svoltosi presso la Somerset House di Londra.

Negli ultimi quattro anni ho fatto molti progressi, sia come fotografa che come essere umano. Non credevo che la direzione che stessi prendendo fosse quella del fotografo d’arte, è stato qualcosa che si è svolto per gradi, nel corso del mio cammino.
Ben presto mi sono rifugiata in un regno in cui tutto il resto non contava. Nient’altro, a parte l’universo fotografico.

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Nell’istante in cui catturavo immagini, il tempo e i luoghi intorno svanivano. Sono autodidatta, spinta unicamente da una grande passione. Quando scatto, sono al cento per cento presente nel momento. Ciò che conta è esprimere me stessa, comunicare e creare emozioni. Stilisticamente, lavoro principalmente con i ritratti, temi concettuali, e alcune fotografie di strada. Non uso mai il flash, solo illuminazione naturale: fornisce una sensibilità e un tatto che non si ottengono con le luci artificiali.

Spesso una buona immagine deve anche venire da dentro. Di fondamentale importanza è il legame che stabilisco con la gente che fotografo. Non puoi semplicemente sederti e iniziare a scattare, quando lavori con le persone. È necessario creare in primo luogo un rapporto, conoscersi a vicenda, prendere un caffè, fare una passeggiata, chiacchierare un po’. Fotografare le persone è più psicologia che tecnica.

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Se non hai alcuna passione nel cuore e non riesci a scorgere i motivi, nessuna tecnologia o mezzo costoso potrà aiutarti. La fotografia non ha nulla a che fare col possedere l’attrezzatura migliore, ma con ciò che si sente, si vede, e si è in grado di esprimere. I tuoi occhi e la tua immaginazione sono i migliori strumenti che potrai mai avere. Molti credono che non sia così, ma la cosa più importante è lavorare e conoscere bene l’attrezzatura che si ha a disposizione. Per quanto mi riguarda, uso una Canon 5D Mark 2 e utilizzo per la maggior parte un obiettivo fisso.

Nelle mie immagini dovrebbe palesarsi l’anima. Mi ritengo molto soddisfatta quando riesco a creare sentimenti e reazioni emotive. Non riesco a spiegare perché le mie foto siano così, proprio come sono: oscure, espressive, pregne di emozioni. Penso che abbia a che fare con la grandiosità di ciò che appare evidente, con tutto ciò che abbiamo visto e vissuto, e che resta memorizzato dentro di noi sotto forma di piccole immagini: un ricco paesaggio interiore.

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Mi ispirano le persone con una forte energia, che riescono a guidarmi verso ciò che vogliono. Tra i miei fotografi di riferimento: Gregory Crewdson, Jock Sturges e Julia Fullerton.

Sono molto grata per le opportunità che mi sono state date grazie alle mie foto, ai fotografi incredibili che ho incontrato sulla mia strada, e a tutte le esperienze legate al mio lavoro. Mi dà ancora più slancio e voglia di migliorarmi. Ho molti progetti interessanti per il futuro, da sola, e in collaborazione con la mia ragazza, che è anche un’artista.

Restate sintonizzati, e apprezzate tutta la bellezza che ci circonda.

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A look around (the world)
www.tinasignesdottir.com