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Gogo Blackwater

La vita è meravigliosa, nella gioia e nelle lacrime. Non serve concentrarsi sugli aspetti negativi, o sentirsi così importanti da pensare che l’universo si stia prendendo gioco di te. Chiunque si senta in quel modo ha forse un bel problema di ego su cui sarebbe opportuno rifletterci seriamente. Bisogna lavorare sodo per raggiungere i propri obiettivi. Se qualcosa non funziona come dovrebbe, la risposta per cambiare la situazione risiede sempre all’interno di noi stessi, mai all’esterno.

Mi ritengo una persona abbastanza tranquilla. Adoro il mio tempo da sola, tanto quanto adoro stare con le persone che mi sono care, oppure viaggiare, conoscere nuove persone, fare nuove esperienze. Mi piacerebbe da morire fare degli scatti tra i lupi, ma sono consapevole di quanto la cosa sia praticamente impossibile. Mi piacerebbe continuare a esplorare il bianco e nero, che è il tipo di fotografia che mi lascia sempre più soddisfatta. Così poetico! Racconta molte più emozioni di qualsiasi altro genere, a mio avviso. Preferisco anche i set più cinematografici, che narrano una storia o un tributo a un genere letterario o a un film. Scattare in studio è essenziale per molte cose, ma un po’ meno viscerale delle foto fatte con un certo contesto.

Gogo Lateral

Non posso dire se ci sia o meno un intento provocatorio, nel mostrare gli aspetti più intimi di una persona. Parliamo di un mondo talmente ampio, popolato da esseri umani così differenti per aspetto, cultura, e tutto ciò che vi sta intorno, che sarebbe ingiusto relegare tutti in una stessa denominazione. È parte del gioco, e soffermarsi a pensare a ogni sfaccettatura toglie un po’ del gusto che c’è nello scattare foto in modo spontaneo. Inoltre, ho visto troppi lavori contemporanei per poter negare il fatto che alcuni fotografi siano veramente dei maghi nel rivelare stati d’animo con dei “semplici” scatti. Uno dei set che mi è rimasto più impresso, ad esempio, è quello scattato con Roberto Girardi. Penso sia uno dei pochi, nei tanti anni in cui ho tentato di dare del mio nella fotografia, che davvero rispecchi tantissimo sia di me che del fotografo.

Gogo 6

Gli artisti sono sempre esistiti, ovunque. Prima però non era così evidente, senza un motore di ricerca o un social network che lo mettesse in evidenza. Parte del grosso cambiamento nella società dipende della crescita esponenziale di internet: dal fatto che oggi più che mai abbiamo disponibili gli strumenti per esprimere diverse forme d’arte istantaneamente, in tutto il mondo, in tutte le culture. Il genere umano comunica più che mai e senza limiti, e grazie a questo tipo di situazione è anche molto più facile re inventarsi con un lavoro freelance con cui vivere, anche se solo parzialmente, delle nostre creazioni. Per me è molto importante trovare un modo per esprimere me stessa stando il più possibile vicina a ciò che mi rende felice, riuscire a guadagnarmi da vivere senza condannarmi a un’esistenza da ufficio, che è la morte della creatività.

Credo che il momento più scioccante della mia infanzia sia stato quando mio cugino, una decina di anni più grande di me, mi mostrò Akira per la prima volta: ero piccolissima, forse sette o otto anni, e nonostante fossi ancora molto lontana da poter capire esattamente perché fossi così affascinata, mi cambiò un po’ la vita: in positivo!

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