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The dark side of fairy tales

con Aron Wiesenfeld

 

C’è una ragazza in intimo bianco che supera un margine per tornare in carreggiata. È la ragazza di Flood: una vittima o una sopravvissuta?

Una sopravvissuta, credo, ma potrebbe trattarsi di entrambe le cose. Sta allo spettatore decidere. Spero che ognuno guardando i miei quadri trovi le proprie storie.

Qual è il lato oscuro dei tuoi personaggi da fiaba?

Esistono due lati: il visibile e l’invisibile. L’invisibile è di gran lunga più esteso, ma è anche indescrivibile. Lo stesso vale per una persona che si trascina tutta una vita di eventi e pensieri sepolti, così come l’eredità genetica di miliardi di anni di storia. Quel “lato oscuro” è oltre la portata delle parole, ma un’opera d’arte può almeno suggerirne l’esistenza. Credo sia questo che si intende per “personaggio tridimensionale”, anche se un termine più appropriato sarebbe “personaggio infinitamente dimensionale”.

Quanto ha a che fare la follia con l’illuminazione?

A quanto ho capito, la follia è all’opposto dell’illuminazione. Le persone malate di mente pensano in maniera molto caotica. Credo che la tua domanda suggerisca che alcune persone davvero visionarie sono state etichettate come folli a causa della loro incapacità, o mancanza di volontà, di adeguarsi alle regole. Tuttavia, credo si tratti di eccezioni. Molto più spesso, l’illuminazione è stata la conseguenza di un dovuto programma di auto-disciplina.

Credi sia meglio stare alla larga dall’oscurità di un tunnel o è sempre necessario addentrarsi?

Meglio non andare, è più utile. Letteralmente, addentrarsi vanificherebbe l’utilità simbolica del tunnel oscuro.

Il tuo Snowbed ha a che fare con la morte, o piuttosto, con il sogno?

Il sogno.

Abbiamo visto un’inedita rappresentazione di Chris McCandless calvo. Chi è quest’uomo per te?

La calvizie rappresenta il suo aspetto ascetico. Lo ammiravo. Ha condotto una vita che lo ha liberato, ma il prezzo che ha pagato è stato la solitudine.

Pensi che l’arte debba avere uno scopo, o basta solo essere bravi?

Se è buona, per definizione, propone sempre una sorta di scopo. Non riesco a pensare a una buona arte che non ne abbia uno. D’altro canto, un’arte di tipo intenzionale può essere davvero brutta.

Il social network: una buona cosa o una trappola per l’ispirazione?

Per me ha sollevato quesiti come: ho davvero bisogno di una valanga di immagini? Posso elaborare e utilizzare così tante immagini? Tutto ciò non tende a svalutarle? Più che mai, sono costretto a filtrare. Le immagini giungono così rapidamente che devo affidarmi alle mie reazioni più istintive. Non so se è un bene.

Credi che l’aumento del numero di persone che si dedicano all’arte corrisponda a un aumento di sensibilità nel mondo?

È una buona domanda, ma non conosco la risposta.

Una delle parole più presenti ai nostri giorni è “crisi”. Come la dipingeresti?

Quella psicologica, è il tipo di crisi più diffuso, almeno nel primo mondo. Mi piacerebbe trovare metafore e simboli per dipingerla.

Qual è la colonna sonora più adatta ai tuoi quadri?

Direi il silenzio. Sarebbe senz’altro la migliore.

Thanks

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