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Body as evidence

Joint Russian-Italian Art Project

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Il corpo umano può essere trasformato in un involucro senza volto, nel veicolo di una marca, in slogan assurdi o nell’idea pubblicitaria di qualcuno? Oppure è ancora associato a qualcosa di sensuale ed erotico?

In passato, il corpo ha tradizionalmente avuto un ruolo chiave nella formazione artistica, essendo sia una scala di armonia e proporzione che una fonte di conoscenza delle bellezze della natura.
Ma che tipo di ruolo gioca, ora, in tempi di globalizzazione in cui tutti i corpi sono “accessibili” e tutte le arti sono ormai “miste”?

Matteo Bosi e Masha Trotzky si incontrano, circa un anno fa, nello spazio virtuale di facebook. La loro somiglianza e comunanza di vedute, che hanno scoperto solo più tardi quando si sono incontrati faccia a faccia, è stata così viscerale da far nascere l’idea di un progetto comune.
Non esiste il problema di conciliare questi due artisti-fotografi, non c’è conflitto fra loro, osservano e interpretano, secondo sensibilità derivanti da diversi underground culturali. Li unisce una ricerca complessa delle varie possibilità tecnologiche dell’immagine fotografica.

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Il progetto, nato appunto da un’unione artistica russo-italiana, e battezzato “Body as evidence”, ovvero “Il corpo come prova”, considera inoltre l’idea di rafforzare la cooperazione internazionale e lo scambio reciproco di esperienze e conoscenze artistiche. È proprio per questo che tale progetto prevede di essere ospitato principalmente in musei del territorio italiano e della federazione russa. A settembre 2014 la mostra verrà presentata anche a Barcellona.

Dopo la trasferta in Russia la mostra sarà allestita in Italia alla galleria Ninapì – Nesting Art Gallery di Ravenna, dal 25 Aprile al 3 Maggio 2014.

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www.matteobosi.it
knyazeva.ru

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