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La rapina

McMao con Giuseppe Veneziano, Lorenzo Kruger e Andrea Paone

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La sensazione è come sempre figlia di uno slancio contromano, com’è giusto che accada, com’è destino che accada. Mentre in giro si parla della svolta “da ascoltare in loop”, qui il loop non è del tutto in giro. E non certo per bagattelle linea “troppo commerciale”. Nossignore, non è rancore, non ha a che fare con una delusione standard “indipendente”: è sempre parte dello stesso affetto. La sensazione è che stavolta manchi qualcosa. Che come a scuola, il brillante Management potrebbe fare-soffrire di più, che le cose siano state buttate giù troppo di fretta. Seduta in prima fila alla Feltrinelli la signora attempatina, fan di De Andrè e della sua prole, dice che il sound le ricorda quello dei Zen Circus. E Luca “ha una bella voce”, sì, “sembra l’Appino”. Come prenderla? Mettendo un attimo a fuoco il lato più losco di quei figuri, di colpo s’insinua il sospetto che qualcosa di premeditato ci sia, che lo abbiano fatto apposta: “Questa è una rapina”? Tutti contro il muro.

Stralci di poesia, sdegno e colori seguitano a spiegare le proprie ali nei dintorni di un’estate anni ’80. Tra le parole e le tavole di Veneziano che ne illustrano cover e testi. Ed è proprio combinando questi elementi che sembra bello far parlare McMao.

Special guests, Lorenzo Kruger dei Nobraino (“se la scrive e se la canta” nel brano Coccodè) e Andrea Paone (ex Management). Testi, Luca Romagnoli.

Il destino è un colpo di biliardo?

Veneziano – A volte, ma la stecca ce l’abbiamo sempre in mano noi.
Kruger – Sì.
Paone – La riuscita del colpo di biliardo dipende dal destino, semplice.

Perché quelli che vivono uguale hanno un’idea della bellezza così volgare?

Veneziano – La volgarità appartiene a chi non ha nessuna idea di bellezza. Ho sempre associato la bellezza all’utopia. Ecco, è volgare tutta l’arte che non ambisce all’utopia.
Kruger – Perché sono codardi.
Paone – Il mondo di oggi fa schifo, conta davvero solo l’apparenza. La bellezza non serve solo per scopare.

Andare a spasso è un lavoro normale?

Veneziano – Non esiste un lavoro normale, perché non esiste la normalità.
Kruger – Per chi riesce a sopportarlo, sì.
Paone – Sono scelte che si fanno, giuste o sbagliate, è inutile rimpiangere il passato. Ancora oggi non so se ho sbagliato o meno a lasciare il Management. Ora penso al futuro.

A te piacciono i contanti?

Veneziano – Sì, anche gli assegni e i bonifici. Potrei anche dire di no, sarei più figo, ma poi c’è da pagare un sacco di spese. E chi le paga?
Kruger – Preferisco i bitcoin.
Paone – A chi non piacciono?

Oggi chi sei? E cosa indossi?

Veneziano – Potrei essere un bravo ballerino di Tip Tap, ma preferisco indossare la maschera del Joker con il cavalletto.
Kruger – Sono nudo, ho addosso solo qualche goccia di Canale 5.
Paone – Oggi sono una persona normale, indosso ancora le Reebok Pump.

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Ci vuole la pasticca blu per amarsi di più?

Veneziano – Meglio una torta al cioccolato, con molta panna.
Kruger – Io sceglierei la rossa, ma non mi è stata offerta la possibilità.
Paone – Arrivati a una certa età, mi sa di sì. Io sono un tipo all’antica, punto ancora sull’amore, le avventure mi piacciono poco.

Se la vita è uno sport, tu sei un campione?

Veneziano – Durante l’adolescenza non lo sono mai stato. Per un certo periodo della mia vita ho tentato di riscattarmi, e forse ci sono riuscito. Ma poi ho capito che sarò sempre dalla parte dei losers.
Kruger – Io sono un maratoneta nella canzone italiana.
Paone – Sono sempre riuscito in tutto quello che ho fatto, solitamente, e sono sempre stato buono con tutti. Quindi sì, mi ritengo un campione.

Ma come fanno in Africa ad amarsi col caldo che fa?

Veneziano – Chissà come fanno…
Kruger – I ventilatori fanno all’amore con le ventilavacche.
Paone – Questa è una frase che Luca Romagnoli mi ha copiato! In pratica durante i tour ripetevo sempre che l’estate faceva troppo caldo per scopare e preferivo esclusivamente i rapporti orali. E dicevo a loro “ma come si fa a scopare con questo caldo?” Ovviamente lo dicevo in dialetto.

Volevi essere immortale?

Veneziano – Vorrei esserlo… Spero lo sia la mia arte.
Kruger – Lo sono, come tutti. Siamo un’illusione, mai e per sempre.
Paone – Mi stuferei ad essere immortale. Non penso alla morte, ogni tanto la sogno. Hai presente quando sogni di morire per vedere chi verrà al tuo funerale (Niccolò Fabi)? Io ogni tanto lo faccio.

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Ti butteranno via senza niente in tasca?

Veneziano – Non penso al futuro, penso solo all’immediato o, al massimo, al futuro prossimissimo.
Kruger – Quando stonerò le parole per stanchezza, lo faranno.
Paone – Esattamente. Faccio cose per conto mio totalmente gratuite ed esclusivamente per divertimento, solo per passione della musica.

Hai il vago sospetto che facciano i film in alta definizione per compensare la bassezza morale delle persone?

Veneziano – Molto vago.
Kruger – Da un po’ di tempo è molto più che un sospetto.
Paone – No, semplicemente hanno fatto troppi film nella storia del cinema, quindi è quasi impossibile al giorno d’oggi fare un film bello, particolare, diverso. Qualsiasi storia è già stata trattata, per questo oggi si punta sui remake e sulla qualità d’immagine.

Ti piacciono le fragole buone buone?

Veneziano – Ancora non l’ho capito se mi piacciono. So che ne posso fare tranquillamente a meno.
Kruger – Ho avuto rapporti con la droga, non erano protetti, e mi sono preso delle malattie veneree. Anche lei è una ragazza di Venere.
Paone – Sì, molto. Poi la fragola è anche il logo del mio progetto solista “Andy Warrior”! Non faccio uso di droghe, però sono molto favorevole alla legalizzazione.

Ce la puoi fare, amico?

Veneziano – Tutti ce la possiamo fare, basta non ascoltare chi non ce l’ha fatta.
Kruger – Io vorrei salire sul furgone, mettermi un sigaro in bocca e dire: adoro i piani ben riusciti.
Paone – La vita dovrebbe dare una possibilità a tutti e, se fallisci, dovrebbe dartene un’altra, la vedo così.

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