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Bunny Suicides

Con Andy Riley

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L’altro giorno, proprio accanto alla mia palazzina, un tizio s’è lanciato da un terzo piano andando a schiantarsi nel lunotto di un’automobile giù in strada. Lì per lì ho pensato all’ennesimo suicidio per motivi finanziari, ma una donna m’ha detto che no, non si trattava di questo. Che il tizio è sempre stato un po’ “così”, un po’ strano. M’è venuto in mente di chiederle cosa intendesse per “strano”, ma la donna ha tirato fuori un grattaevinci e non m’ha più filato. A conti fatti m’è sembrato non esserci proprio nulla di “strano” in quel corpo spalmato al suolo, gli uomini scelgono di farla finita sempre negli stessi modi. Ho cercato un sentimento adatto alla situazione, poi i clacson, le gru, i grattaevinci e i manifesti elettorali hanno fatto il resto. Ho pensato ad Andy…

Hai dei coniglietti a casa?

Quando avevamo circa dieci e otto anni, a me e a mio fratello hanno regalato dei conigli da compagnia. Il mio si chiamava Biggles. Era un coniglio piccolo e fragile, ed è morto circa due settimane dopo che l’ho preso. In seguito, quello di mio fratello, Algy, è diventato il “nostro” coniglio. Ci siamo presi cura di lui per un altro paio d’anni, finché una notte una volpe ha strappato la sua gabbia e se l’è preso.
Inoltre, abbiamo vissuto accanto a una strada di campagna molto trafficata, e i conigli appiattiti erano uno spettacolo molto frequente. Quindi credo che già da piccolo ho iniziato a percepire un coniglio come qualcosa di molto vulnerabile, che potrebbe morire in qualsiasi istante.

Com’è nata l’idea dei Bunny Suicides? Perché proprio i conigli?

È venuto prima il titolo, poi ho lavorato su come le vignette potessero effettivamente funzionare. Non mi sono mai chiesto “perché proprio i conigli” fino a quando ho realizzato il secondo libro. Qualcuno mi suggerì di provare con le tartarughe. L’ho fatto, per un paio d’ore: molto più limitante. Si può farle morire solo in uno o due modi. I conigli sono così morbidi e indifesi che hai molti più modi per ucciderli. Inoltre, il Coniglio Bianco è simbolo di innocenza e purezza, quindi l’idea che una tale creatura voglia uccidersi risulta divertente fin dall’inizio.

Da cosa trai l’ispirazione per i marchingegni del suicidio?

Nel disegnare quei tre libri, ho solo pensato a ogni singolo oggetto esistente al mondo, e ho cercato di ucciderci un coniglio. Non molto di più.

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È una visione prettamente ironica o c’è un messaggio più “serio” da cogliere?

Le vignette dovevano essere il più divertenti possibile, ma quando le guardi tutte insieme forse sembrano richiamare un punto filosofico. Alcune persone le guardano in questo modo. Io non le ho mai viste come vignette sulla depressione o la tristezza. Non ho mai passato del tempo chiedendomi perché il coniglio vuole morire. Ho solo dato per scontato fin dall’inizio che è questo ciò che vuole fare. Le vignette non si riferiscono a un “perché”, ma piuttosto a un “come”. Sono libri che hanno a che fare con l’ingegno e l’inventiva, più che con la depressione. Ecco come la vedo io.

Sei anche scrittore di sceneggiature per commedie e lungometraggi di animazione: hai un tuo criterio ideologico a cui resti sempre e comunque fedele?

Non ho criteri ideologici in particolare, ma è chiaro che se scrivi per un pubblico che coinvolge un sacco di bambini (come con Gnomeo e Giulietta), poi c’è del materiale che non metti dentro.

Chi è Andy lontano dalla dimensione creativa?

Se sei uno scrittore di commedie, oppure un fumettista (e io lo sono entrambi), l’essere creativi è una sorta di ossessione maniacale. Il tuo cervello è spinto a lavorare in questo modo, e anche quando sei a riposo una piccola parte della tua mente sta ancora cercando di pensare cose. Spesso comunque raggiungo i miei picchi di felicità incamminandomi in lunghe passeggiate. Quando riuscirò a trovare il tempo, sarò ben felice di camminare per una trentina di chilometri o più. È l’unico momento in cui, più che creativo, mi sento rilassato e in pace.

Come si suiciderebbe un Bunny travolto dalla crisi?

Se per crisi ti riferisci a quella finanziaria europea, forse si tratterebbe semplicemente di morire di fame.

Thanks

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