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Snaporaz

Sono tra noi

snaporaz cover

La band livornese di Ovosodo e Baci e abbracci, quella del fratello di Virzì, patchanka e sensibile alle sonorità di Nick Drake, gli Amaranto Posse che provano tra la neve e gli struzzi, gli sfrontati di Vendo la diesel, il sound della domenica operaia e della notte di Natale…

Snaporaz…

Valerio – È Mastroianni nel film 8 e ½ di Fellini.
Toto – Marcello Mastroianni fu Marcello Snaporaz in La città delle donne di Fellini.
Matteo – Ci sembrava suonasse bene, ci piaceva agganciarci in qualche modo alla migliore tradizione cinematografica.
Carlo – Era il nome del cane della mì nonna.
Gianluca – Spesso ci chiamavano Smeporat, Svaporax, ecc.
Massimo – È una parola onomatopeica che non vuol dire un bel niente, ma dal suono parecchio affascinante.

Dove si trovano i vostri dischi?

Valerio – A casa mia e forse in quella di qualche sprovveduto.
Toto – Nessuno ha mai pensato di ristamparli o di metterli in vendita sui vari store virtuali tipo iTunes or similar. Per fortuna qualcuno ha visto bene di mettere tutta la discografia su Youtube.
Massimo – Mi ricordo che vendevamo parecchie cassette perché costavano meno e le persone le preferivano. Può darsi sia più facile trovare queste che i dischi.
Carlo – Fino a poco tempo fa in uno scatolone, mai più riaperto dopo un trasloco. Da un po’ a questa parte li sto consumando e li tengo in salotto, sul tavolo accanto al portacenere.

Hai trovato un sistema per non soffrire più?

Valerio – Io soffro in continuazione.
Carlo – Ci sto provando. Il nostro è un paese che fa soffrire molto ogni giorno, si sa. Ma il sistema credo di averlo trovato, anzi di averli trovati, perché i sistemi sono vari: vivere con la mia bella, per esempio, oppure godere nel suonare con dei vecchi amici, o lavorando a un progetto con fervore. Anche fare una frittata o fare la cacca è importante, basta farlo con passione.
Toto – Mi sono rigenerato in due splendide bambine e questo mi ha tolto parecchie paranoie tardo-adolescenziali. Qualche serata alcolica tra amici, il mare a portata di mano e Igor Protti hanno fatto il resto.
Massimo – La gioia e la sofferenza sono fatti della vita inevitabili, ci sono cose che ci rendono felici e altre che ci fanno stare male.

Come tiri avanti?

Matteo – Vivo di espedienti, soprattutto di bracconaggio.
Valerio – In questo bel momento di crisi e apocalissi varie ho avuto la bella idea di aprire delle sale prova e uno studio di registrazione. Mi raccomando fatemi pubblicità. Grazie!
Carlo – Sono un lavoratore del cinema. E nonostante sia diventato sempre più difficile fare film e spettacoli, insieme ad altri centocinquantamila che operano nel settore, cerco di farlo con passione sincera e cieco ottimismo. Altrimenti ci puppiamo a vita la televisione italiana coi suoi bambini canterini e le fiction con Garko.
Toto – Organizzo concerti e serate nella mia creatura che si chiama The Cage di cui vado molto fiero. Inoltre, dopo l’avventura con gli Snaporaz e il cinema, sono stato indotto nella produzione di tour e concerti (negli ultimi anni sono stato in tournée con Roy Paci & Aretuska, Afterhours, Baustelle, Le luci della centrale elettrica, e molti altri.
Gianluca – Faccio il tecnico luci nei teatri di Siena, e poi “m’arrangio”…
Massimo – Inseguendo costantemente i miei sogni. Faccio lavori e lavoretti di riparazioni edili, questo mi permette di poter gestire il mio lavoro autonomamente così da avere un po’ di tempo per la musica.

Ci vai a votare?

Toto – Sì, nonostante la mia convivenza forzata con l’83% del popolo italiano, continuo ad andare a votare.
Matteo – Assolutamente. Di solito voto per quelli che perdono.
Carlo – Ho sempre votato. Mi piace votare, dè, lo so, sono scemo. Chiaramente ho avuto degli scoramenti e vissuto grandi delusioni, avrei voluto fregarmene, ma io sono un po’ ottuso. Mi accontenterei di un buon amministratore di condominio, aspettando un nuovo Ernesto Guevara che ci rapisca. In giro ci son delle belle testoline, le nuove generazioni sono eccezionali, soprattutto gli studenti ventenni di oggi. Ecco, anche pensare a loro è un modo per non soffrire più, per riallacciarsi alla domanda di prima.
Gianluca – Talvolta.
Valerio – No comment.

baci e abbracci

La prima cosa che faresti per cambiare un po’ le cose:

Valerio – Smettere di andare a votare.
Carlo – Andare a cercare tutti i reduci ancora in vita della P2 e i suoi derivati, farli accomodare in un ospizio per anziani di quelli più umili, in mezzo a quelli che hanno fottuto in gioventù, e poi lasciar fare a loro.
Toto – Tutte le risorse possibili alla scuola, all’istruzione e alla ricerca. Maggior rispetto per le donne, un maggior controllo sui sistemi dei media e dell’informazione. Una sana repressione contro qualsiasi episodio di intolleranza, razzismo, xenofobia, omofobia e apologia del fascismo.
Gianluca – Diventare Papa.
Matteo – Aprire le finestre e arieggiare l’ambiente.

La poesia è solo un bene per il mondo?

Valerio – Certo! La poesia è il mondo.
Massimo – Ci regala il senso della bellezza attraverso l’uso delle parole, e non ci vedo che un bene in questo.
Toto – Dipende dal poeta.
Carlo – Nota di disambiguazione: a) La poesia è come interpretiamo le cose del mondo e della vita, e senz’altro un bene averne una visione almeno un po’ poetica, ci conviene (c’è poesia anche in una caccola). b) La poesia mi ha sempre fatto sentire scemo, per questo ho sempre preferito i romanzi. c) La poesia imparata a memoria alle elementari è fondamentale, l’ho scoperto crescendo, la rincontri sempre.

Cosa rimpiangeresti di più in caso di apocalisse?

Toto – I Jane’s Addiction, Miles e Chet, The Who, il mio rullante Ludwig, la Guida Galattica per gli Autostoppisti, Woody Allen e Fidel Castro, lo stadio Armando Picchi e il Castel Sonnino. I miei cari tutti/e… Ovviamente.
Valerio – A parte che è una stronzata abissale, comunque fosse, sarebbe di non vedere crescere le mie due figlie Viola e Olivia.
Carlo – Non so, che domanda. Nulla. Se c’è un’apocalisse intanto non c’è più nulla, quindi non puoi nemmeno rimpiangere. Boh, rimpiangi tutto, a parte la P2.
Gianluca – La mia famiglia, ovviamente.
Matteo – Non mi è ancora arrivato l’ultimo disco di Fiona Apple, ordinato su Amazon.

Hai paura della morte?

Massimo – No, mi preoccupo di vivere al meglio che posso ogni giorno.
Carlo – Credo di sì. Anche della morte degli altri.
Toto – Diciamo che mi dispiace non poter vedere quello che ci sarà… Dopo.
Gianluca – A momenti sì… Spesso no.
Valerio – Abbestia.
Matteo – Sì, perché non mi è ancora arrivato l’ultimo disco di Fiona Apple.

Com’è messa la dimensione artistica in Italia?

Valerio – Non lo so! Sono sincero, sono poco informato, forse non me ne frega quasi niente.
Toto – Disastro totale! Un simpatico, cialtrone e scanzonato disastro totale.
Carlo – Paradossalmente, nel momento in cui c’è in giro una quantità impressionante di talenti eccezionali in ogni campo, il paese sembra rifiutarli, penso sia la prima volta in quattromila anni.
Matteo – Direi bene, se parli di arte in generale e non di diffusione. Di arte se ne produce molta, spesso con ottimi risultati.
Gianluca – Ci sono moltissimi talenti, ma bisogna saperseli cercare.
Massimo – La situazione italiana non aiuta, ma in generale questi sono anni che stanno segnando un grande cambiamento tra i giovani, che non potrà che portare giovamento all’arte in Italia.

Thanks

solosnapz

Snaporaz are:

Toto Barbato – Batteria
Valerio Fantozzi – Basso
Carlo Virzì – Voce e chitarra
Matteo Pastorelli – Chitarra
Massimo Gemini – Sax
Gianluca Ferrara – Tromba