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Eviction

Tacheles chiude i battenti

Le parole sono di quelle che nessuno vorrebbe mai trovare per descrivere quanto accaduto e seguita ad accadere al nostro pianeta, inesorabilmente. Le speranze di un’esistenza alternativa, quelle duramente difese dalle persone che hanno fatto i 60′, poi i 70′ (e poi, ahimè, ancora tutto il resto) si sgretolano esalando i loro ultimi sospiri, le lacrime trattenute, un rancore discreto e contenuto: non c’è più nulla da fare. Dopo ben ventidue anni di attività la Tacheles chiude i battenti. Dopo averle tentate tutte, persino quella di comprarsi l’intero edificio che la ospitava. In un clima europeo in cui le istituzioni e le logiche di mercato sembrano accanirsi in modo particolare con gli ambienti dell’arte (strade e piazze comprese), la Germania assesta il colpo più esemplare. Tacheles “muore” il 4 Settembre 2012, e in questi casi, si sa, trovare le parole giuste è pressoché inutile. Lo sgombero dell’arte dal nostro pianeta, degli spazi che non fanno spread e non battono cassa è un evento che dovrebbe più che mai spingerci a riflettere sulle nostre sorti di individui, sulla tetraggine che avanza nei luoghi che prosciugano l’anima, su un mondo che non si chiede più nulla e forse non brama altro che una degna fine.

Tacheles

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Photos by Petrov Ahner