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Punk Poet

Con Daphne Gottlieb

Quali sono i tratti distintivi della poetica punk?

Di sicuro non sono un’esperta in proposito. È tipo qualcosa con cui è stato descritto il mio lavoro (e di solito sento definire “poesia punk”), ma non è che io l’abbia mai pensato o utilizzato. Credo si riferisca a un modo di parlare diretto, così com’è stato detto. Qualcosa di anti-establishment, certo, e politicamente critico, ma anche in opposizione ai costumi tradizionali. E punti extra se la poesia può farsi beffe delle anomalie sintattiche o grammaticali.

“Nella valle della morte” qualcuno chiede sesso, morte ed esilio a chi non è in grado di scrivergli una poesia felice. Quali sono le parole di una poesia felice?

Amato, casa, sicurezza, appartenenza.

“Qual è l’ultima cosa impossibile che qualcuno ti ha chiesto di fare?” (cit. Tua)

Oggi? Direi “essere felici”. Ho trovato un cadavere questa settimana, e da lì la settimana è andata in discesa.

Quanto c’è di dionisiaco nella tua esistenza?

Tanto quanto riesco.

Credi che la parola “fobia” sia la più adatta a definire un certo modo di rapportarsi alla omosessualità?

Forse tutto quell’odio proviene dalla paura, ma è pur sempre odio.

“Guai all’uomo che non distingue un bacio da un sibilo”. Non credi ci sia un po’ di confusione in chi pretende autorevolezza (“essere un uomo”) e poesia (“sensibilità”) dalla stessa persona?

Penso che la mia in realtà sia un’idea molto essenzialista. Uno dei lavori più importanti che possiamo fare è quello di cesellare via gli stereotipi e le egemonie lapalissiane.

La provocazione è un mezzo necessario (per farsi notare), o solo un vezzo che non conosce limiti?

La provocazione è uno strumento incisivo, tanto quanto l’impulso che porta con sé. A volte è una primavera araba, o Montreal. A volte si tratta solo di uno spot televisivo che vende sesso intanto che parla di birra, di un profumo, oppure di automobili. Conta tanto quello che stai bruciando quanto dove appicchi il fuoco.

Per promuovere il suo National Poetry Slam, Gary Mex Glazner si è affidato a imbonitori da circo, hot dog e a una unità DJ mobile. Qual è il ruolo della poesia in un mondo come questo?

Mi piacerebbe riformularla: Qual è lo stato del mondo in cui la poesia (quella che parla alle più alte e più essenziali esperienze umane) ha bisogno d’essere commercializzata, al pari di questa?

Nel nostro simpatico belpaese sembra che l’unico presupposto per pubblicare poesie e romanzi, sia quello di avere a che fare con lo show-business, lo sport e la televisione. Qual è la situazione negli States?

Credo che in America i riferimenti alla cultura pop in letteratura, siano guardati dall’alto verso il basso. La letteratura dovrebbe in qualche modo essere “al di sopra” delle circostanze del nostro quotidiano, dovrebbe trascendere la popolazione della nostra vita. Credo che da noi il modo di pubblicare poesia sia altamente irrilevante: per non sfidare lo status quo. Per scrivere sulla natura e la famiglia. Per scrivere ninne nanne e (citando Towers Tarin) lassativi.

Uno dei tuoi 15 modi per restare in vita:

Non puoi
usare un megafono per sollevare
chi sta a guardare
Ma va bene
lasciare impronte
su una dimostrazione.

Thanks