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Enotica

Dioniso al Forte Prenestino

Degustazione, rispetto per la terra, ebbrezza dell’arte, sensualità…

Alla nascita di Dioniso, Zeus fece portare da Ermes il figlio presso le ninfe, nel mitico paese Nisa. Nei suoi lontani viaggi che lo portarono fino in India, il dio del vino s’accompagnava alle baccanti, donne invasate che prendevano parte a riunioni e riti misteriosi in onore della loro divinità: si abbandonavano all’ekstasis, all’uscire fuori di sé, raggiungendo l’enthusiasmos per mezzo di danze selvagge. Come segno della propria appartenenza a Dioniso, ne portavano l’attributo, un bastone aggrovigliato in edera e vite. Del suo seguito facevano inoltre parte i Satiri.

Doveva spesso scontrarsi con dubbio e disprezzo riguardo la sua origine divina, con l’opposizione al suo culto orgiastico. Il re Licurgo lo cacciò dal suo regno. Dioniso cercò rifugio in mare, si vendicò, facendo impazzire quel re con un incantesimo: credendo di avere di fronte a sé un vitigno, Licurgo uccise con l’ascia il figlio Driante, e quando anche la terra divenne sterile, l’oracolo ordinò agli abitanti la morte del re.

Da una sua relazione con Afrodite nacque Priapo, dio della fertilità, portatore di fallo. Dioniso condivide con lui il potere sulla fertilità e sulla vegetazione. Spesso nei miti sono i piaceri del vino ad avere un ruolo centrale. Apollodoro narra che Dioniso, innamoratosi dell’ateniese Erigone, insegnò a suo padre Icario la coltivazione della vite. Icario dette da bere il suo vino ad alcuni pastori, ma quando questi ne sentirono l’effetto inebriante, credettero di essere stati avvelenati e lo uccisero. In seguito alla morte del padre, Erigone si sarebbe uccisa impiccandosi. Per vendicare la morte della ragazza e del padre, Dioniso spinse sempre più ragazze ateniesi a impiccarsi, fino a che gli ateniesi non punirono i pastori.

Talvolta il dio impiegò di proposito l’ebbrezza del vino per i suoi scopi. Efesto, divinità di fuoco, fu ripudiato ancora bambino dalla madre Era e, volendo vendicarsi del gesto, la incatenò a un trono d’oro. Dioniso gli versò vino finché egli ubriaco non fu disposto a liberare la donna.

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