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Capezzoli

"L'intimo fondale marino. Ricco di caverne, smottamenti, rocce, abissi, e barche affondate. Tra svariati cimeli che attendono la luce"

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“Forse dovremmo smetterla e andarcene a nanna. Non ha più senso continuare così, con la faccenda del dolore e della sofferenza. Tocca uscire di qui, domani ti porto al mare. Metti il vestito nuovo di zia, e ce la svigniamo una volta per tutte, che ne dici? Magari, non so, hai visto mai che ci salta fuori qualche idea nuova. In fondo non siamo messi così male. Solo non dovremmo mischiare troppe cose insieme, viene il mal di testa dopo un po’. O una o l’altra. Mi senti?”
Non era più con me da un pezzo. Il volto scuro rivolto ai cornicioni e ai rientri oltre le vetrate. Senza che ce ne rendessimo conto, il giorno s’era già tolto di mezzo. Il fracasso della città l’aveva smessa di nuovo.
Di nuovo il silenzio.
Le ombre.
Un vuoto di cera dai suoi capezzoli.

Siamo arrivati al porto verso le dodici. In macchina avevo ancora il suo odore allacciato alle narici. M’è parso di soffocare. Ha di nuovo tenuto i piedi sul cruscotto per tutto il tempo, senza lavarseli. E non ha messo le mutande.

Capezzoli

Lungo la superstrada, un autotrasportatore deve aver capito tutto, s’è sporto dal finestrino e ha allungato il collo verso il sedile. Il metallo della sua portiera m’ha mandato un lampo di luce sbandante. Ho sbandato, ho bestemmiato tra me e il volante. “Ma ti levi dalle palle,” gli ha urlato lei a un certo punto, e s’è cacciata fuori una mammella. “Tieni, sei contento? Va’ a farti una pugna alla mia vita! Fottuta…”
Di nuovo.
Di nuovo la nausea su dallo stomaco.
Di nuovo.
I suoi capezzoli.

In acqua siam tornati docili e affettuosi come un tempo. Ci siam tenuti stretti, non succedeva da un secolo. Ho pensato che forse, invece di tirare scatti su un muro verniciato, o in qualche hangar che viene giù fuori mano, dovremmo starcene qui. Ricominciare da capo. Come se il mare, le sue onde, fossero l’unica provocazione a reggere ancora. L’unica degna di un senso.
S’è tolta gli occhiali, poi appresso la fascia.
Di fronte al mio sguardo, di nuovo il suo corpo.
Le linee sulla pelle, lucenti.
La luce di un tramonto divino.
Bagliori.
Stille di spuma sui suoi capezzoli.

deRuvo