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Utopie e piccole soddisfazioni

Nicola Manzan, alias Bologna Violenta, torna su disco a due anni da Il nuovissimo mondo

Nicola Manzan o Bologna Violenta?

Nicola Manzan. Se all’inizio le due “entità” erano volutamente tenute molto separate, col tempo, si sono avvicinate. Ora cerco di far sì che le mie due anime collimino il più possibile. Con le dovute accortezze, perché certi atteggiamenti di Bologna Violenta, certi estremismi, per così dire, se portati nella vita reale mi creerebbero di sicuro notevoli problemi.

Suonatore di violino, conoscitore di pentagramma, eppure non rinunci a “mandare tutto a puttane” col tuo grind.

Beh, mi sembra la cosa più bella che posso fare, non trovi? So leggere la musica, ho studiato l’armonia e mi piace applicare le conoscenze che ho al riguardo per fare anche i pezzi di BV. Come a inizio secolo i grandi compositori hanno cercato nuove forme da dare alla musica, io sto cercando la mia, imponendomi di non seguire le mode del momento, ma andando a far incontrare e scontrare gli opposti che sono nel mio background.
Se devo distruggere qualcosa (o mandarlo a puttane, come dici tu), è bene che io la conosca bene, in modo da fare un lavoro più preciso e dettagliato.

Quali sono le utopie e le piccole soddisfazioni nel 2012?

L’utopia è forse credere e sperare che non verremo travolti e soffocati dai grandi cambiamenti a cui siamo costretti a piegarci, che ci piaccia o no.
Le piccole soddisfazioni sono tante, e sono quelle che rendono la nostra vita migliore. Più concretamente, nel mio caso, sono l’idea di fare il musicista a tempo pieno, mettendo sul mercato dischi che non strizzano l’occhio alla moda del momento, che non sono fatti per vendere o accontentare nessuno.

Dove si trova il disco?

Il disco è distribuito da Audioglobe, che coraggiosamente continua a credere nel progetto. Quindi, teoricamente, si può trovare in tutti i negozi di dischi. Al massimo si può farlo ordinare (il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 10€, fatelo presente a eventuali negozianti che ci vogliono lucrare troppo!).
C’è anche la versione digitale scaricabile da iTunes, oppure si può ordinare direttamente da me (via email o dai vari portali tipo Bandcamp). Ovviamente avrò le copie anche ai concerti, insieme alle altre uscite e al merchandising.

Come mai una cover dei Cccp?

Inizialmente mi era stata chiesta per una compilation che poi non è più andata in porto. Ho accettato perché i Cccp rappresentano il punk emiliano della prima ora, viste le loro origini, e il fatto che le prime uscite erano per la Attack Punk Records di Bologna. Non sono un grande estimatore di questa band, ma il loro primo album Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi – Del conseguimento della maggiore età è stato molto importante per la mia crescita musicale, mi ha fatto conoscere il punk italiano e forse è stato proprio questo disco ad avvicinarmi alla scena punk hardcore italiana degli anni Ottanta (Negazione, Indigesti e via dicendo).

Di chi è la voce?

Non essendo io un cantante, ho deciso di farla cantare ad Aimone Romizi dei Fast Animals and Slow Kids che, oltre a essere un grande fan del gruppo, ha a mio avviso anche l’attitudine e la voce giuste per il pezzo.

bologna violenta

Cosa (o chi) ti fa più schifo?

Il pezzo nasce dal “chi” mi fa schifo, ovvero tutti quelli che si riempiono la bocca di grandi concetti, di parolone a effetto, quando nella realtà sono persone mediocri e conducono uno stile di vita assolutamente in linea con tutto ciò che, a parole, combattono. Ne ho conosciute tante di persone così, di quelle che vogliono apparire per quello che non sono, di quelle che quando si cerca di scavare sotto la superficie, per capire cos’hanno in testa, si incazzano e si rifiutano di mettere in discussione la loro onestà intellettuale. Io combatto ogni giorno per essere coerente con me stesso, per essere onesto con me stesso, ma a volte mi sembra di essere uno dei pochi che lo fa. Potrei farti molti esempi, ma mi sembra chiaro che tutti conosciamo persone così, dai politici ai religiosi, a tutti quelli che parlano di giustizia sociale e appena ti giri te lo mettono in quel posto.

Chi è “il bimbo”?

È un pezzo dedicato a un amico che ha avuto un brutto infortunio sul lavoro e ha rischiato di rimetterci una gamba. Sai come succedono ‘ste cose: la giornata sta per finire, stai già pensando alle cose tue e in un attimo succede la tragedia che ti cambia la vita per sempre.
Più in generale, il bimbo è l’innocenza e la capacità di sognare che, secondo me, ci sono sempre. Probabilmente il periodo storico in cui viviamo influenza il modo di sognare e la valenza della parola “innocenza”, ma secondo me sono due caratteristiche insite nell’animo umano, quindi difficilmente possiamo esserne sprovvisti o far finta che non ci siano.

Amore e arte: come li concili?

Cerco di mettere nell’arte tutto l’amore che ho. L’arte senza amore è algida, vuota, senza senso. I progetti senza amore sono quelli che durano poco, che si disintegrano alle prime difficoltà. Ora, ho anche la fortuna di poter avere la persona che amo coinvolta nel progetto, e anche lei sta mettendo tutta la passione che ha per aiutarmi a portarlo avanti.

Ultime e più significative collaborazioni della tua carriera.

La prima che mi viene in mente è quella con i Ronin, per il loro ultimo disco Fenice. Ho arrangiato e registrato gli archi per il pezzo omonimo, e il risultato mi piace molto. A dire la verità mi piace tutto il disco, mi sembra l’album della consacrazione, quello che stavamo tutti aspettando. Di recente ho anche arrangiato e registrato un pezzo per Il Pan Del Diavolo, per il loro ultimo disco che non so ancora quando uscirà, ma ho il sentore che sarà un ottimo lavoro, quindi il degno seguito del loro esordio.
Ultimamente lavoro molto da casa, dove ho il mio studietto, e questo ha segnato una svolta notevole nel mio modo di comporre e arrangiare.

Il tour?

Parte il 28 gennaio dal Covo Club di Bologna (con in apertura proprio i Fast Animals and Slow Kids), e andrà a toccare più o meno tutte le regioni italiane, comprese alcune in cui non sono ancora riuscito a suonare, come ad esempio la Calabria. Come al solito, porterò il mio spettacolo nei rock club e nei centri sociali, ma alcune tappe saranno anche in posti molto significativi e particolari, come quella del 26 febbraio alle Grotte di Castellana in provincia di Bari (suonerò nella grotta che un tempo veniva chiamata “la bocca dell’inferno”).
Le date saranno sempre aggiornate sul sito di Estragon Lab e nei vari portali che gestiamo (da Facebook a Bandcamp).

Bervismo per chi?

Bervismo per più! Il Bervismo, per definizione, è un nuovo modo di vedere la vita, in positivo e in negativo, ma più in positivo. Vuole essere una valida alternativa alla politica e alla religione, per come le conosciamo noi. Non se ne può più di politici corrotti che cercano la sedia in parlamento per avere garanzie di potere e immunità, ma soprattutto denaro facile. Non se ne può più neanche di lotte e guerre in nome di chissà quale dio. Quindi quello che dico è: cerchiamo di usare la ragione, prima di tutto, e cerchiamo di vivere nel rispetto di tutte le persone e del mondo che in sostanza non ci appartiene, ma semmai ci ospita.
Nessuna politica. Nessuna religione.
Bervismo per più!

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